La “nuova” certificazione energetica degli edifici

La "nuova" certificazione energetica degli edifici
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Pillole di formazione: Articoli didattici introduttivi sui temi dell’efficienza energetica e le fonti rinnovabili.

Oggi cerchiamo di fare il punto sulle nuove regole per la redazione dell’APE che saranno introdotte a breve, e cambieranno il modo di progettare gli edifici.
Cercheremo inoltre di rispondere alla domanda: rispetto a quali importanti aggiornamenti progettisti e certificatori energetici degli edifici dovranno aggiornare le loro competenze?

Le nuove “Linee Guida Nazionali per l’attestato di prestazione energetica degli edifici” in quanto decreto attuativo dell’articolo 5 della legge 90, che è la conversione in legge del D.L. 4 giugno 2013 n. 63 – cd. Decreto fare – che ha aggiornato il d.lgs 192/2005, sono previste entrare in vigore dal 1 Luglio 2015. Il decreto sostituirà quindi le attuali Linee Guida alla certificazione energetica (DM 26/06/2009).

Le nuove “Linee Guida Nazionali per l’attestato di prestazione energetica degli edifici” ridefiniscono una nuova certificazione energetica ed un nuovo APE 2015.

Cosa cambia per i certificatori energetici?

Dal 1° luglio entrano in vigore i decreti di cui sopra, attuativi della direttiva 2010/31/UE, sulla prestazione energetica degli edifici, con la quale sono state ridefiniti i limiti di legge e le modalità di calcolo che i nuovi edifici e le ristrutturazioni devono rispettare e il nuovo schema delle certificazioni energetiche.

La novità più evidente per i certificatori energetici, oltre al format e cioè all’aspetto del certificato, è ovviamente quella relativa ai contenuti, in particolare in relazione alla classe energetica dell’immobile che viene determinata in base all’indice di prestazione energetica globale dell’edificio per tutti i servizi presenti: climatizzazione invernale, acqua calda sanitaria, climatizzazione estiva, ventilazione, illuminazione, impianti a fonti Rinnovabili.

L’indice di prestazione viene espresso in energia primaria non rinnovabile e sono comunque introdotti gli indici di prestazione energetica globale dell’edificio sia in termini di energia primaria totale che di energia primaria non rinnovabile.

La scala delle classi di efficienza energetica è totalmente differente: i limiti tra le classi non sono più legati al fattore di forma dell’edificio, ma vengono calcolati in funzione dell’indice di prestazione globale dell’edificio di riferimento Epgl.

Al termine della certificazione energetica si dovrà dare evidenza delle opportunità legate all’esecuzione di diagnosi energetiche e ad interventi di riqualificazione energetica.

Nuove regole saranno adottate per il rendimento degli edifici senza impianto di riscaldamento e senza impianto di produzione di ACS.

Per la data del 1 Luglio 2015, il certificatore energetico per svolgere la propria funzione dovrà necessariamente valutare sei diversi aspetti che concorrono all’efficienza energetica del sistema edificio-impianto. Questi riguardano: l’involucro opaco e quello trasparente, gli impianti per la climatizzazione invernale ed estiva, gli impianti a fonti rinnovabili, gli altri impianti.10924_big

Sarà quindi necessario, oltre che tener conto delle UNI TS 11300 nelle nuove versioni entrate in vigore il 2 ottobre 2014, anche delle parti 3 e 4 delle UNI TS 11300.

In pratica oggi la prestazione energetica di un edificio viene valutata con precise metodologie di calcolo per quanto riguarda l’involucro e l’impianto di riscaldamento (11300/1 e 11300/2 nell’edizione 2014) e si tiene conto in modo qualitativo degli altri consumi.

 

Cosa cambia per i progettisti?

Anche per i progettisti verrà emanato un apposito decreto che sostituirà l’attuale DPR 59/09 per la determinazione dei requisiti minimi, il calcolo delle prestazioni energetiche e l’utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici.

In caso di nuova costruzione e di ristrutturazione importante, i requisiti minimi sono determinati con l’utilizzo dell’edificio di riferimento, in funzione della tipologia edilizia e delle fasce climatiche; le classi non si basano più su classi ed indici predefiniti, ma su valori di volta in volta definiti in relazione alle caratteristiche dell’edificio che si sta progettando.

In pratica l’edificio reale soggetto a certificazione APE, viene confrontato con lo stesso edificio se fosse dotato di involucro e impianti in base ai requisiti minimi fissati dalla legge 90.

Per cui, l’edificio di riferimento avrà caratteristiche geometriche, ubicazione, orientamento, destinazione d’uso uguali all’edificio reale, ma caratteristiche termiche e parametri energetici di riferimento determinate dalla legge.

Le classi energetiche nel nuovo modello APE diventano 10 e sono calcolate sulla base dell‘indice di prestazione energetica globale non rinnovabile dell’edificio EP gl,nr che va confrontato con la scala di classi dell’edificio di riferimento EPgl, nren (2019 per gli edifici pubblici e 2021 per gli altri)

Verranno definiti fattori di conversione in energia primaria rinnovabile e non rinnovabile da utilizzare nel calcolo dei rispettivi indici.

Il fabbisogno energetico annuale globale si calcola per singolo servizio energetico, espresso in energia primaria, su base mensile. Con le stesse modalità si determina l’energia rinnovabile prodotta all’interno del confine del sistema, e si opera la compensazione tra i fabbisogni energetici e l’energia rinnovabile prodotta on site, per vettore energetico e fino a copertura totale del corrispondente vettore energetico consumato.certificazione-energetica-edifici-certificato

In caso di nuova costruzione, il progettista deve evidenziare i risultati della valutazione della fattibilità tecnica, ambientale ed economica per l’utilizzo di sistemi alternativi ad alta efficienza tra i quali, i sistemi a fornitura di energia rinnovabile, cogenerazione, teleriscaldamento e teleraffrescamento, pompe di calore.
Vengono definite le tipologie di intervento e diversificati gli schemi per la relazione tecnica in caso di nuova costruzione, ristrutturazione rilevante o interventi di riqualificazione energetica.
Il decreto introduce anche la definizione di edificio ad energia quasi zero (ZEB) nel rispetto della direttiva 2010/31/UE: entro il 31 dicembre 2018 gli edifici pubblici ed in generale dal 1 gennaio 2021 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere edifici ad energia quasi zero.

Se sei un certificatore energetico o un progettista, e vuoi aggiornare le tue competenze sull’argomento, ti consigliamo di partecipare alla prossima edizione del  corso Mesos “Certificazione e riqualificazione energetica degli edifici“.

Sito web: http://www.portalemesos.it

 

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